«In corteo a Verona perché sono uomini oscurantisti contro i valori della costituzione»
Massimo Franchi, 29.03.2019, “Il Manifesto”
Intervista a Carla Nespolo (Anpi). «Sabato saremo anche in Slovenia per piantare l’albero della fratellanza coi partigiani croati e austriaci. A maggio lanceremo a Budapest l’appello contro fascisti, razzisti e sovranisti»
Una manifestazione dell'Anpi
Carla Nespolo sabato non sarà a Verona al corteo contro il congresso mondiale sulla famiglia. «Ci sarà l’Anpi con i pullman già pieni di compagni. Io sarò in Slovenia per una iniziativa internazionale con i partigiani di Slovenia, Croazia e quelli di Carinzia di lingua slovena insieme ai quali pianteremo l’albero della fratellanza e lanceremo la mobilitazione europea contro fascismi, razzismi e sovranismi. Eventi diversi ma uniti dalla voglia di unità e di pace».
Presidente Nespolo, l’Anpi sarà a Verona. Perchè?
Sosteniamo la mobilitazione contro questo vergognoso congresso che fa violenza contro i diritti civili a cui parteciperanno incredibilmente ben tre ministri – famiglia, pubblica istruzione, interno – del governo. È un’iniziativa oscurantista e maschilista che va contro i valori fondativi della nostra organizzazione: per questo saremo in corteo assieme a tantissime donne di tutte le età e moltissime associazioni.
Da
donna che ha vissuto, seppur bambina, in una famiglia partigiana avrebbe mai
immaginato che nel 2019 si potesse tenere in Italia un congresso che propone un
modello maschilista della società?
Veramente impensabile. Un congresso che vuole imporre un credo anacronistico e
autoritario, che vuole combattere aborto, divorzio e parità sessuale è proprio
contro la storia del nostro paese e la costituzione nata dalla resistenza
basata sulla difesa dei diritti individuali e delle donne in particolare.
La
lotta partigiana fu anche una grande pagina di emancipazione femminile: le
staffette furono protagoniste. Ora il governo punta a riportare le donne a fare
solo figli.
Se le donne poterono votare per la prima volta nel 1946 lo dovettero al
protagonismo femminile nella lotta di liberazione: le partigiane, le staffette,
le infermiere mostrarono le loro straordinarie capacità. Il problema in seguito
fu l’applicazione dei principi costituzionali su cui ci furono dei ritardi
tanto che siamo ancora lontani da una effettiva parità. Ma questi signori che
si riuniscono a Verona ci vogliono far fare un grandissimo passo indietro
tornando alla società maschilista. Bisogna contrastare questo oscurantismo che
è ridicolo se non fosse tragico.
Lei
invece sabato sarà ad un appuntamento altrettanto importante. A Sežana, in
Slovenia, per «Fratelli senza confini: italiani, sloveni, croati uniti contro
nazionalismi, neofascismi e razzismi». Un’iniziativa che è solo al secondo appuntamento.
Sì, a dicembre abbiamo riunito le associazioni partigiane di questi tre paesi
nel Forum europeo. Sabato a pochi chilometri da Trieste terremo questa
manifestazione davanti al monumento delle vittime del fascismo e pianteremo
l’albero della fratellanza. Ma andremo avanti con l’idea di unire i popoli
contro le barriere e i nazionalismi montanti. Il 4 maggio saremo a Budapest
città da cui lanceremo un appello in vista delle elezioni europee per non
votare chi è fascista, razzista e sovranista. Vogliamo lanciare un’idea di
Europa solidale prendendo spunto dal manifesto di Ventotene di Spinelli e
Colorni, coevo alla guerra di liberazione.
Il
luogo scelto – il confine italo-sloveno – evoca subito il ricordo delle foibe.
Vi aspettate polemiche da parte di chi le utilizza per rilanciare messaggi
nazionalisti e revisionisti?
Non ci interessa rispondere a polemiche con polemiche e per questo ci siamo
tenuti lontani dalle date della commemorazione delle foibe. Noi vogliamo
guardare avanti e non indietro. Le guerre che hanno dilaniato l’Europa sono
figlie dell’ideologia nazi-fascista. Noi vogliamo ribadire il valore
dell’unità. Nessuno nega l’orrore delle foibe, ma quel dramma va inquadrato nel
contesto dell’aggressione fascista alla Jugoslavia con 4 milioni di morti e
delle migliaia di partigiani sloveni e croati che combatterono in Italia nella
resistenza. Non abbiamo bisogno di presidenti del parlamento europeo (Antonio
Tajani, ndr) che strizzano l’occhio al fascismo. La volontà dei popoli vince
quando rispetta i diritti individuali. E questo sabato varrà sia a Verona che a
Sežana.